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Giovani: come reagire alla disoccupazione?

giovane spinge macigno

Cazzola, Pasquarella e Servidori, esperti in materia di lavoro ed economia, descrivono nel manuale “Giovani al lavoro” molteplici modi per oltrepassare un ostacolo apparentemente insormontabile dei giorni nostri: la mancanza di un posto fisso fra le nuove generazioni


“Quando mai nel corso della storia si è assistito al fenomeno di vecchi sempre più impegnati nel lavoro e giovani disoccupati?”.

Tutto ciò è palesemente contraddittorio soprattutto perché le caratteristiche che vengono caldamente ricercate nell’attuale mondo produttivo sono di spiccata impronta giovanile: velocità d’apprendimento, creatività lampante e mobilità professionale non possono certo scaturire dalle generazioni senior con risultati similmente brillanti.
Ma una delle ragioni principali che incrementa sensibilmente la tendenza dei giovani ad essere inerti nella ricerca di un lavoro è l’idea – purtroppo assai diffusa – che l’Italia simboleggi emblematicamente un paese dove non potrà prospettarsi un futuro roseo.

L’informazione politicamente corretta in Italia – afferma infatti Cazzola – non esita un solo istante ad andare a caccia di situazioni di disagio e sofferenza e a (rap)presentarle come se fossero l’espressione della vita vissuta di tutti gli italiani […]”. E’ pertanto anzitutto necessario che venga sfatato questo cliché che campeggia sulla nostra nazione, in vista di una nuova solerzia da parte dei giovani e di nuove speranze per la futura occupazione.

Ciononostante non si può affatto ignorare che l’Italia stia vivendo un periodo di intensa crisi per via di numerosi fattori:

  • in primo luogo imperversa il cuneo fiscale, sempre più elevato nel nostro paese, il quale contribuisce alla crescita di un mercato del lavoro sommerso e irregolare;
  • negli ultimi anni si sta registrando un aumento considerevole dei cosiddetti “Neet” (Not in education, employment and training), ossia i giovani che non studiano, non esercitano alcuna professione o non la cercano, i quali costituiscono ben il 21% dei loro coetanei: uno fra i valori più alti riscontrati nella Ue;
  • è infine quasi sovrabbondante menzionare anche il fenomeno della tanto vasta e diffusa “fuga di cervelli”, che non indica solo l’emigrazione verso paesi esteri di numerosi italiani con un’alta specializzazione professionale, ma sancisce anche l’egemonia di un’economia come quella globalizzata in un mondo in cui tutto è divenuto più vicino.

Evitare questa spada di Damocle è tanto indispensabile quanto effettuabile: per spiegare a quali espedienti ricorrere i tre autori sostengono che sia necessario affidare dei compiti e delle responsabilità ben precise a ciascuno dei quattro soggetti sociali che operano nel mondo del lavoro: la pubblica amministrazione, i giovani, le parti sociali e i pensionati.

Scopo degli organi burocratici dovrebbe innanzitutto essere quello di semplificare tutte le procedure di avvio di una attività, agevolando l’indipendenza e la creatività di molti neo-imprenditori, “perché molti giovani aziende sono morte ancora in incubatrice, scoraggiate dalla massa di carte, leggi, adempimenti con cui avrebbero dovuto raccapezzarsi per poter nascere”.

D’altro canto i giovani di oggi devono acquisire la consapevolezza che ci troviamo in un mondo dove vengono richieste competenze sempre più specifiche e sofisticate ed è proprio da tale motivazione che trae origine l’importanza che le nuove generazioni devono dare alla scuola, allo studio e alla formazione professionale e culturale (per tutta la vita): l’eccellenza consente di trovare lavoro, la mediocrità no.

Ogni giovane dovrebbe chiedersi prima di tutto:

– Quale lavoro mi piacerebbe fare?

– Cosa so fare, quali competenze ho?


Sicuramente Programmi come “Garanzia Giovani” sono fondamentali, perché consentono ai giovani che non studiano e non lavorano di poter scegliere e fare una esperienza di formazione o di inserimento lavorativo (corso di formazione, tirocinio, servizio civile, ecc.): la cosa importante è quella di non scegliere la prima cosa che capita, ma di dedicare tempo a riflettere bene sulle varie opportunità disponibili.

Per tutte le informazioni si può contattare il più vicino Centro per l’Impiego o consultare il sito

www.garanziagiovani.gov.it

Registrazione e iscrizione on line per gli Umbri su

https://lavoroperte.regione.umbria.it/


Discorso diverso, invece, quello che riguarda tutti i lavoratori che sono in prossimità alla pensione: infatti, dopo aver raggiunto un’età prestabilita essi da una parte dovrebbero fungere da mentori a tutti i nuovi lavoratori che opereranno nella medesima azienda e dall’altra si impegnerebbero a svolgere un contratto part-time che permetterebbe loro una piena retribuzione pensionistica in futuro.

Sarà poi compito delle parti sociali accordarsi diligentemente su proposte quali la riduzione delle rigidità salariali e l’eliminazione degli automatismi.

Ne consegue non solo un sicuro interscambio generazionale, ma anche una sicurezza per l’azienda, la quale non perderebbe le proprie peculiarità e tradizioni.


Anche noi di Fioreverde Onlus offriamo opportunità ai giovani:

scopri di più nella sezione dedicata  

www.fioreverde.org/wp/category/opportunita-per-i-giovani/

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