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Perchè Fiore Verde

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“Il gioco è una cosa seria. Anzi, tremendamente seria.”

(Jean Paul, scrittore e pedagogista tedesco)


Quando – nell’anno 1996 – i nove soci fondatori della nostra organizzazione si trovarono a decidere la denominazione, tutti quanti furono concordi nel pensare ad un nome che da una parte fosse originale e ben orecchiabile, ma dall’altra fosse anche significativo e rappresentativo della missione e dei valori di cui la nuova impresa sociale si doveva fare portatrice:

– diritti e centralità della persona,

– uguaglianza,

– democraticità,

– equità,

– imparzialità del trattamento,

– mutualità,

– solidarietà.

Come avviene in simili occasioni, cominciò la girandola dei nomi, dai più strani ai più comuni.
Tra le tante idee venne fuori questo strano nome, “Fiore Verde”.
Strano un “fiore verde”, diceva qualcuno.
Strano… o particolare?, diceva qualcun altro.
Questo nome rappresentava (e rappresenta) due cose: un gioco per bambini di altri tempi e una pianta sempreverde molto comune nel nostro territorio.
Infatti “Fiore verde” era un gioco che i nostri nonni – da bambini – facevano nel periodo della Quaresima e che terminava di solito la domenica delle Palme.
Partecipavano al gioco un gruppo di ragazze e di ragazzi i quali, ogni volta che si incontravano, esclamavano l’uno all’altro: “Fioreverde!”.
A queste parole, ognuno doveva mostrare all’altro una fogliolina di bosso (una pianta chiamata in dialetto altotiberino “fioreverde” o “sempreverde”), che veniva tenuta nelle tasche dei pantaloni, dentro le scarpe o addirittura anche sotto la lingua.
Chi non ce l’aveva con sé doveva pagare un piccolo pegno stabilito in precedenza o fare una penitenza.

Un gioco semplice, no? Ma divertente e socializzante.

Inoltre “Fioreverde” è il bosso, una pianta comune “sempreverde”, che non richiede un terreno ed una posizione particolari: ama sia una posizione soleggiata che l’ombra (in questo caso le foglioline assumono una tonalità più scura).

Il bosso è un arbusto largamente coltivato nei giardini come pianta da siepe e spesso viene potato in varie e bellissime forme geometriche; si presenta bene anche in inverno con il suo fogliame sempreverde: tra l’altro può avere un aspetto meraviglioso quando è coperto di neve o nevischio.
Inoltre il bosso non cresce molto rapidamente, però le sue piccole foglie disposte su molti piccoli rami creano un effetto visivo ottimale.
Una pianta normale, no? Ma resistente, sempre attiva ed energica, ben radicata nel terreno, che cresce piano, ma cresce.
Mentre i soci fondatori parlavano di statuto, oggetto sociale, sede legale, compagine sociale e patrimonio, ogni tanto qualcuno a sorpresa esclamava: “Fiore Verde”!
Questo nome suonava proprio bene.
E poi c’era di mezzo il “verde”, un colore molto suggestivo, che evocava la natura, l’erba e le foglie, la giovinezza, la speranza.
Il 28 giugno 1996, quando i soci fondatori si riunirono per la costituzione dell’ente, il Notaio chiese come si sarebbe chiamata questa nuova impresa sociale.
“Fiore Verde”! risposero in coro i soci fondatori.
Dopo ormai quasi 20 anni la nostra organizzazione non profit è sempre “verde” e ben radicata nel territorio: come una pianta siamo nati da un seme, che poi, trovando terreno fertile, è germogliato ed è cresciuto.
Ma – come il sempreverde bosso – abbiamo preferito una crescita lenta ma costante per offrire servizi di qualità nel rispetto dei diritti delle persone assistite, dei soci e dei lavoratori, della comunità di appartenenza.

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