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BULLISMO? NO, GRAZIE

Sabato 8 ottobre 2016 è la “Giornata contro il bullismo”, indetta dall’Associazione Basta il Cuore in collaborazione con Baca Italy Onlus ed il Patrocinio di Comune di Perugia, USR Umbria e Prefetture di Perugia e Terni.

Una giornata per dire basta a bullismo, violenze e discriminazioni “mettendo in rete” associazioni, scuola e istituzioni.

Il centro storico di Perugia ospita incontri, convegni e un corteo per fare il punto su questa problematica, sempre più dilaganti nella nostra società.

Agli oltre 600 studenti coinvolti viene chiesto di domandare aiuto e parlare senza vergognarsi.

La giornata contro il bullismo e le violenze, che i promotori vorrebbero far diventare nazionale, è stata presentata da Federica Pascoli (Presidente di Basta il cuore) e Dramane Waguè, Assessore Comunale alla Scuola.

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L’iniziativa vuole sensibilizzare i giovani e l’opinione pubblica nel contrastare un fenomeno fortemente in ascesa, soprattutto tra le ragazze.

Una recente indagine – nelle scuole secondarie di secondo grado – ha evidenziato che 1 ragazzo su 2 subisce episodi di violenza verbale, psicologica e fisica e il 33% è vittima ricorrente di abusi.

Le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo sono devastanti: la vittima, pur nell’esposizione massima delle violenze, si sente sempre più isolata, fino ad arrivare ad atti di autolesionismo culminanti a volte con il suicidio.

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Bisogna comunque partire dal chiederci perché un ragazzo dovrebbe diventare un cyber bullo: il motivo è il dominio sull’altro, il fatto di provocargli stati d’animo spiacevoli e umilianti e assoggettarlo a sé facendo leva sulla paura, è un surrogato della stima di sé.

Il bullo o la bulla costruiscono un senso di potere personale sulle spalle della debolezza provocata negli altri.

Chi si comporta da bullo insomma, contrariamente alle apparenze, non è una persona forte e sicura di sé, ma esprime insicurezza, scarsa autostima e immaturità.

Come le proprie vittime ha bisogno di aiuto e non di essere condannato senza appello e isolato: anche perché, in molti casi, la responsabilità del suo comportamento non è completamente sua, ma in buona misura anche dell’ambiente familiare e sociale.

10 SEGNALI PER CAPIRE SE TUO FIGLIO È UN BULLO

1. È spesso nervoso e impulsivo, o al contrario si chiude in lunghi silenzi

2. È aggressivo e incapace di esprimere in modo costruttivo i propri stati d’animo

3. In famiglia ci sono storie di abusi, anche solo verbali

4. Frequenta cattive compagnie

5. Cerca disperatamente di essere membro di un gruppo

6. Prova imbarazzo davanti a gesti d’affetto

7. Sta sveglio fino a tardi per usare pc e smartphone

8. Passa troppo tempo in chat o sui social

9. Non rispetta le regole

10. Il suo rendimento scolastico è scarso


FERMIAMO I BULLI!

Contribuiamo tutti quanti alla crescita di persone belle ma non “bulle”.


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